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mercoledì, 09 luglio 2008

Due lettere

 

Carissimo Maurizio,
mi permetto di scriverti ancora. Ma sarà l'ultima volta, per due ragioni fondamentali: affermi: "Pazienza per don Ettore, che deve salvaguardare il suo, e che evidentemente non si rivolge a me ma ai parrocchiani". Cioè io non sarei in buona fede, non sarei personalmente convinto di quanto affermo, sarei un ipocrita. Questa è la più grande offesa che una persona possa farmi e rende inutile qualsiasi dialogo. In realtà da più di 50 anni sono lietissimo di aver risposto alla vocazione sacerdotale.
Seconda ragione: affermi: "Lei, dal discorso del seme, deriva che tutto è finalizzato; è un'affermazione lecita, ma non certo conseguente; mi limito a riportare l'ironica osservazione di Voltaire, secondo cui lo scopo evidente del naso è quello di appoggiarvi gli occhiali". E' possibile trovare una affermazione più stupida di questa? Semmai sono gli ottici che adattano gli occhiali al naso, non viceversa. Parlare di finalità significa parlare di causa ed effetto, di leggi, che l'uomo, l'unico essere razionale, riesce a scoprire sempre di più: senza leggi non si può parlare di scienza, di giustizia, di sport ecc. ecc. anche il fotografo deve osservare le leggi dell'ottica. Ma negare la scienza, la giustizia, lo sport, il lavoro, significa negare l'uomo, la sua razionalità. Ed allora che senso ha discutere di storia, di filosofia, di teologia, di morale, quando si nega che l'uomo sia un animale ragionevole, che ben prima dei sei anni si pone continuamente domande ed esige risposte logiche?
Alla base della fisica moderna non sta forse la famosa affermazione di Galileo che "Dio ha scritto il mondo con l'alfabeto della matematica"? La stessa convinzione che avevano Padre Matteo Ricci, contemporaneo di Galileo, missionario scienziato in Cina, tuttora ricordato, e i matematici e astronomi della specola vaticana, anch'essa tuttora molto apprezzata a livello scientifico, che nel 1582 hanno calcolato la riforma del calendario, oggi seguito in tutto il mondo.
Ma serve continuare? Mi pare di no, dal momento che volendo negare la fede, di fatto neghi la ragione.
Ti saluto molto cordialmente, augurandoti di nuovo buona digestione e di non sentirti l'unico autorizzato a scrivere su cose di fede e di ragione.
Don Ettore

 

Caro Don Ettore,

pare che le sia sfuggito il senso del discorso sugli occhiali; forse perché, contrariamente a quanto davo per certo, non ha letto il Candido di Voltaire, un celebre libretto, agile e chiaro, che ha avuto grande fortuna ed è forse l’opera più popolare del filosofo francese. L’affermazione (ironica !) di Voltaire, che pensavo lei conoscesse - talmente è risaputa - è appunto sarcastica, ed io la citavo in merito al discorso della finalità. “Parlare di finalità significa parlare di causa ed effetto”, dice lei. Ma dalle due cose non consegue affatto la prima, e ribadisco che mi manca qui lo spazio per dimostrarlo, però constato con piacere che lei accetta finalmente quello che la Chiesa ha negato per secoli, cioè il metodo scientifico. Difatti, riguardo a Galileo, la condanna recitava: “Diciamo, pronuntiamo, sententiamo e dichiariamo che tu, Galileo sudetto, per le cose dedotte in processo e da te confessate come sopra, ti sei reso a questo S. Off.o vehementemente sospetto d'heresia, cioè d'haver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture, ch'il sole sia centro della terra e che non si muova da oriente ad occidente, e che la terra si muova e non sia centro del mondo, e che si possa tener e difendere per probabile un'opinione dopo esser stata dichiarata e diffinita per contraria alla Sacra Scrittura; e conseguentemente sei incorso in tutte le censure e pene dai sacri canoni et altre constitutioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate”. (Il grassetto ovviamente è mio).

Sarà dunque d’accordo con me, tra l’altro, che il mondo così come lo vediamo non è stato creato in sette giorni, che nemmeno Darwin è un eretico, che l’uomo è un animale a rischio di estinzione come tutti gli altri, eccetera. La religione è una forma primitiva di spiegazione dei fenomeni naturali; col progredire della scienza e con la diffusione tra la gente delle sue leggi, è sempre più difficile contestarla da questo punto di vista, e alla Chiesa cattolica, come lei mi dimostra, si adegua. Io non nego affatto che l’uomo sia una animale ragionevole: anzi, su questo si basa quel che ho scritto; la invito quindi a non far apparire il contrario.

Mi sono imposto la brevità, quindi le dico in due parole che ovviamente non mi sono sentito mai l’unico autorizzato a parlar di fede e di ragione (oltretutto, che gusto ci sarebbe?); ma non può negare che ne ho diritto almeno quanto lei, che è abituato a predicare senza contraddittorio alcuno.

Riguardo poi alla sua vocazione, chi sono io per giudicarne la sincerità?

Infine, per rispondere alla sua domanda (“Ma serve continuare?”) dirò che intravedo segni incoraggianti: se questa è l’evoluzione del suo pensiero, la sua strada si avvicina alla mia.

Cordialmente

 

 

Per Maurizio Goldoni

 

 

Avevo preparato una discreta risposta alla tua replica a Don Ettore; una risposta ben articolata e mirata, proprio come pare piacerti.

Poi, solo poi, ho notato che riprendevi le stesse argomentazioni, gli stessi concetti, con quasi maniacale perseveranza, sia nelle altre repliche alla signora Marchetti e a Lucio Rebecchi, sia nella rubrica che firmi, dove non mancavi di sottolineare l'esistenza di un tuo Blog su Internet. E, allora, ho capito che non valeva la pena rispondere, farsi coinvolgere in un gioco già orchestrato da te, Maurizio. Un gioco che ha un unico scopo: quello di convogliare l'attenzione della maggior parte dei lettori su quel tuo sito, che vive obbligatoriamente di presenze. Nel bene o nel male che sia. Mi dispiace, Maurizio, ma io non ci casco. Non perché voglia a priori, ottusamente, ignorare ciò che può riservare il tuo Blog; solo perché hai cercato di farmici entrare coercitivamente, dispoticamente, provocatoriamente. Del resto, le tue ragioni, suffragate da pazzi scatenati come d'Holbach o illustri, semplici, sconosciuti aforisti come Morandotti, già mi avevano messo in sospetto. Sì, citavi anche Voltaire. Ma pure lui, poveretto, ha sempre dovuto prenderlo in saccoccia, per quanto riguarda la sua battaglia contro la Chiesa.

Sarà per un'altra volta, Maurizio. Che ne dici? Magari utilizzando un po' più di onestà intellettuale.

Salutoni.

 

Finale Emilia, 24/06/2008

 

Mauro Ferraresi

 

 

Per Mauro Ferraresi

 

Sono sorpreso e rammaricato di ricevere da te una lettera piena di livore nei miei confronti. Alla quale replico subito.

Se in tutte le mie risposte ho usato le stesse argomentazioni e gli stessi concetti vuol forse dire che sono ripetitivo, ma anche coerente con le mie idee; idee che forse tu non condividi, anche se non potrò mai saperlo, visto che la tua” risposta ben articolata e mirata” non ce la fai leggere. Quanto alle citazioni, avrò ben il diritto di scegliere quelle più adatte, o no? D’Holbach sarà stato un saggio o un pazzo scatenato o nessuno dei due, ma condivido appieno quelle sue parole; il fatto che tu non ne hai mai sentito parlare non significa che Morandotti è uno sconosciuto; e poi cos’è, bisogna citare solo aforismi di autori notissimi? Valgono di più? Quanto alla tua grossolana descrizione di Voltaire, be’, quella si commenta da sé.

Ma più fantasiosa e cattiva è l’accusa che riguarda il blog. Ne approfitto per spiegare a te a ad altri come funziona un blog: a meno che non si scrivano cose estremamente popolari o ci si sappia promuovere in vari modi, sul tuo blog ci vengono solo i tuoi amici, e se (come faccio io da molto tempo) non visiti i loro, di blog, non vengono più nemmeno quelli. Cattivadigestione è nato circa tre anni fa dalla richiesta che mi hanno fatto alcuni di leggere qualche mio vecchio articolo; è solo un archivio dei miei pezzi per Piazza Verdi, e infatti lì ci sono tutti, se uno li vuol consultare. L’indirizzo è nella pagina di “Cattiva digestione” da anni, te ne sei accorto ora? Non ci sono altri scritti, solo quelli apparsi su Piazza Verdi. E’ chiaro? Che poi qualcuno li abbia commentati mi fa piacere, ma per me, specie ora che ho ben più seri problemi da affrontare, è più una seccatura che altro; solo per rispondere agli interventi di Marco Tioli ho passato ore alla tastiera, e ti assicuro che avrei fatto volentieri qualcos’altro. Il blog è principalmente un servizio in più ai miei venticinque lettori ma, visto che sono una persona seria, quando ho attraversato momenti difficili e impegnativi ho disattivato i commenti, e ora non manco di rispondere se qualcuno, caso raro, interviene. Un numero maggiore di commenti (che ora sono quasi pari a zero) non mi entusiasmerebbe. E io ti avrei “fatto entrare dispoticamente” nel mio blog? Mah. Scherzi del caldo, spero.

Quanto all’onestà intellettuale, intendo senz’altro la frase, dall’ambigua collocazione sintattica, come riferita a chi la scrive.

Resto sempre in attesa di contestazioni concrete. Non guardate il dito, guardate la luna.

 

Maurizio Goldoni

Postato da: Gretsch a 20:57 | link | commenti (7)
polemiche, religione, il paesello