Archivio di articoli pubblicati sul mensile "Piazza Verdi" dal 1996 ad oggi.

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lunedì, 11 giugno 2007

I soldi dei contribuenti

 

E così “Anno Zero” ha trasmesso il famoso servizio della BBC sui preti pedofili. Lo ha trasmesso per tutti gli italiani che non lo avevano già visto in rete, e per quelli che un computer non ce l’hanno o non lo sanno usare. Gli ostracismi, le prese di distanza, le voci scandalizzate, gli inviti a prendere le debite precauzioni, il deprimente apparato di chi vuol bloccare un programma di informazione hanno finalmente lasciato spazio ad una trattazione pacata, con un adeguato contraddittorio. Gli interventi di monsignor Fisichella parevano improntati a sincero stupore e dolore, e nessuno in studio ha mai trasceso, cosa che si vede invece sempre più di frequente in tanti talk show per i quali nessuno si indigna più. Poco belle certe frasi di Gianfranco Fini a Ballarò, prima della messa in onda. La prima è “Ecco come vengono spesi i soldi dei contribuenti”. Questo del “dove vanno a finire i soldi nostri” è una facile frase ad effetto, un comodo tormentone che nel nostro caso poteva essere ben risparmiato, in considerazione di quanto la Rai spende per i programmi che tutti ben conosciamo; oltretutto la cifra piuttosto bassa (20.000 euro) è stata ben ripagata dagli ascolti, casomai si ritenesse indispensabile andare a pareggio. Ancor meno bella l’indispettita reazione dell’on. Fini verso il pubblico in studio, che applaudiva contro la censura: “A quelli che applaudono voglio ricordare che questo documentario è stato acquistato ma non andrà mai in onda”. Opperbacco, e lui come lo sapeva? Aveva avuto una soffiata? O addirittura era in suo potere deciderlo? Per non parlare degli inviti della senatrice forzista Bertolini a spegnere la tv per dieci minuti per boicottare la Rai, appelli che evidentemente hanno avuto ben poco riscontro, visti gli indici d’ascolto. D’altronde va da sé che più si sollecita a non guardare una cosa e più si invogliano anche i meno interessati. Un’altra critica preventiva al programma era venuta qualche giorno prima dallo stesso don Di Noto, prete antipedofilo, che era presente in studio.Il sacerdote, intervistato da L’Avvenire, si era domandato come mai Santoro non si occupasse, per esempio, dei missionari uccisi. A questa obiezione ha risposto lo stesso Santoro, chiedendo a don Di Noto perché mai chiedesse proprio ad Annozero di occuparsi di tale argomento, e non a Rai Uno o alle tre reti Mediaset, soprattutto dopo che Berlusconi ha partecipato – io non saprei dire a che titolo – al Family Day; quanto alla cattolica Rai Uno, conclude Santoro, si vede che preferisce sfornare programmi a premi con pacchi e pacchettini.

Alla fine della fiera, io chiedo a chi questo programma l’ha visto, e anche a chi non l’ha visto: era meglio non mandarlo in onda e precludere alla Chiesa la possibilità di replicare alle accuse, già montate dopo che milioni di persone l’avevano visto in internet e altri milioni si chiedevano di cosa si stesse parlando? Meglio le tirate populistiche di Fini e le considerazioni di Landolfi, che presiede il comitato di vigilanza Rai, come “Mi chiedo a chi abbia giovato far vedere in questo modo quelle immagini” (e in quale altro modo farle vedere? Dica lui), meglio il televisore spento della Bertolini o un programma in cui si presentano i rispettivi punti di vista, in cui un vescovo ha avuto tutto il tempo di prepararsi le risposte, visto che il filmato era disponibile online anche per lui? Un programma, lo ricordiamo, in cui è stato invitato un prete che alla battaglia contro la pedofilia in rete ha improntato la sua vita?

C’è chi invece si risente, e afferma che è tutta una campagna per screditare la Chiesa. Se lo fosse, a maggior ragione la gente deve giudicare, e la Chiesa difendersi: le mancano forse i mezzi, o le parole? O i dati, i documenti ufficiali? Nel programma di Santoro la Chiesa ha potuto fornire le sue spiegazioni, e nulla vieta al Vaticano di fare o farsi fare su misura un programma di replica sull’argomento. Il clero non è fatto solo di pedofili, si dice anche. Caspita, vorrei ben vedere… se fossero tutti così sarei il primo ad assediare le chiese fino a che i responsabili non fossero consegnati alla giustizia. I pedofili sono ovunque, quindi anche nella chiesa; anzi, chi riveste il ruolo di educatore, chi gode di un’immagine pubblica positiva si trova (a volte per scelta) in una posizione che gli permette di spaventare, minacciare o plagiare un minore con meno rischi d’esser scoperto; e tra questi ci sono insegnanti, allenatori, preti. Nonché, naturalmente, zii, cugini, nonni; tutti costoro, se vogliono far violenza ai bambini che vengono loro affidati, sono agevolati rispetto al classico sconosciuto che spaccia le caramelle fuori dalle scuole. Insomma, in qualsiasi organismo ci sono parti malate, e il fatto che esso sia complessivamente sano non significa che si debba rinunciare ad indagare su ciò che non funziona e che danneggia anche quel che funziona. Allora non si parlerebbe mai di mafia, o di malasanità, o di evasione fiscale; allora non si farebbero servizi di denuncia né inchieste giornalistiche, perché ci sarà sempre qualcuno che salta su a gridare “E’ solo un cumulo di menzogne” o “Non siamo tutti così”. Denunciare, con la possibilità di essere smentiti, anche clamorosamente, è nell’interesse di tutti, almeno di tutti coloro che pretendono legalità e chiarezza. Protestare per la messa in onda (con adeguato contraddittorio in studio, lo ripeto) di un’inchiesta televisiva, realizzata per di più dalla BBC - mica da Teleradio Gong – non suona ragionevole, ma sospetto, specie se le grida di indignazione vengono da chi si è sempre proclamato difensore della moralità e della legalità. Credo più allo sdegno misto a sorpresa di monsignor Fisichella - sebbene ci si aspetti che uno come lui sia informato di molti fatti, anche scomodi e disonorevoli, e che si fosse informato prima - che a quello di politici e giornalisti preoccupati solo di non dispiacere al Vaticano.

Con tutto questo, devo dire, se interessa, che ho trovato le risposte della Chiesa inadeguate e insoddisfacenti.

(Al momento di consegnare questo pezzo mi accorgo che Google ha ritirato dalla rete il famoso video.)

 

Postato da: Gretsch a 18:39 | link | commenti