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martedì, 05 settembre 2006

DESIDERI
 
Valeria Marini non smette di fornire materiale per la nostra rubrica, e di questo le siamo grati. Il 10 agosto scorso l’agenzia Adnkronos si premura di informarci di quanto afferma “La showgirl Valeria Marini (nella foto) guardando le stelle nella notte di San Lorenzo: ''Come ogni anno il 10 agosto guardo le stelle, perché me l'ha insegnato Lorenzo Jovanotti, tanti anni fa, quando ancora eravamo agli esordi. Il mio desiderio di quest'anno è di avere pace e tranquillità per me stessa, ma, soprattutto, la fine delle tante guerre che affliggono questo mondo''.
Sembra la letterina di Natale di un bambino che vorrebbe dolci e giocattoli, ma che in seguito all’intervento dei genitori aggiunge anche generici auguri per il mondo intero e maggior fortuna per i bimbi poveri. Non si può fare a meno di notare altri due particolari: che per guardare le stelle cadenti ci sia voluto l’intervento di Jovanotti – forse la Marini ne ignorava addirittura l’esistenza – e soprattutto che la Nostra, contravvenendo ad una regola che anche i bambini conoscono, non si perita di divulgare ai quattro venti i suoi desideri. I quali, secondo la stessa regola, in questo modo non si avvereranno mai. Ne consegue che la Marini non avrà né pace né tranquillità per se stessa (poco male, anzi, buon per lei: una vita turbolenta le consentirà di mantenere il suo posto d’onore su giornali e in tv), ma anche, purtroppo,che le guerre continueranno. E noi già sappiamo a chi darne la colpa.

Postato da: Gretsch a 19:06 | link | commenti (21)
tv e spot

venerdì, 01 settembre 2006

CARE MEMORIE
 
Abbiamo accolto con piacere la collocazione, nei pressi del Castello delle Rocche, di alcuni pannelli didattici ad uso turistico, in cui si disegna a grandi linee la storia di Finale Emilia e dei suoi principali monumenti. L’utilità dell’installazione è ancor maggiore se pensiamo a quanti finalesi, interrogati da un forestiero, saprebbero tracciare un quadro storico, per quanto sintetico e approssimato, del paese in cui sono nati e vivono. Una storia quasi millenaria ben merita un pannello esplicativo, ma le peculiarità del nostro borgo non si limitano a chiese, torri e dipinti. Chi calca ogni giorno il suolo cittadino incontra altre care vestigia, che l’Amministrazione ha avuto cura di preservare. Ne citiamo solo una, che non vanta l’antichità della Torre dei Modenesi ma che molti cittadini considerano ormai come familiare. Si trova in via Mazzini, a pochi metri dal negozio gestito dallo scrivente. Trattasi di una buca nell’asfalto, di cm. 40 x 38, adiacente al cordolo del marciapiede. La datazione è incerta: i residenti però sono concordi nel farla risalire alla fine del secolo scorso. La funzione di tale buca, della profondità di una decina centimetri, è ignota. Chi scrive ha compiuto ricerche presso l’Urp, senza esiti significativi. Ci permettiamo di segnalare a chi di competenza che la salvaguardia di tale reperto è sì affidata per gran parte al senso di rispetto dei cittadini finalesi, molti dei quali dimostrano di conoscerla, e per questo evitano di passarci sopra, ma faccio altresì notare che alcuni forestieri ci finiscono spesso dentro con la ruota dell’auto (quasi sempre l’anteriore sinistra). E’ pur vero che, accortisi del fatto, non esitano a dare in escandescenze, certo per il dispiacere d’aver involontariamente calpestato un bene storico. La nostra denuncia però va oltre: segnaliamo che pochi giorni fa ignoti hanno riempito la Buca di terra e ciottoli, portandola al livello del manto stradale. Quale sia il motivo di tale arbitraria iniziativa non sappiamo dirlo, ma ci tranquillizza constatare che si tratta di una specie di “restauro reversibile”, che si può facilmente togliere ripristinando l’aspetto originario.
Il fatto di esserci soffermati su questo particolare non faccia dimenticare i numerosi altri manufatti che decorano l’asfalto delle nostre vie. Per esempio, poco lontano, davanti ad un’agenzia immobiliare, vi è una buca simile, di minore profondità e di forma frastagliata; la sua esistenza è stata miracolosamente salvaguardata anche dalle recenti asfaltature, che l’hanno accuratamente evitata.
Le buche nell’asfalto non ci caratterizzano forse come paese unico al mondo, ma la loro forma, che ognuno interpreta a modo suo, come si fa con le nuvole, e la loro presenza, cui i cittadini sono affezionati, fanno del nostro paesetto un luogo peculiare. E chissà se, viste dall’alto, non vadano a formare un disegno più ampio, come i cerchi nel grano o le misteriose figure di Nazca.

Postato da: Gretsch a 21:28 | link | commenti
il paesello