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2006
La Luisona
La vidi una mattina d’inverno, proprio al centro di Vicolo Grigioni, mentre andavo a lavorare. Apparentemente era lì da pochi minuti. Infastidito, feci un mezzo giro, e la evitai. Ma il giorno dopo, alla stessa ora, eccola lì di nuovo. Era un po’ cambiata. Ruote di bici l’avevano calpestata, ma non si poteva sbagliare, era sempre lei. Nei giorni successivi mi presentai all’appuntamento alla medesima ora, e ogni volta la vedevo lì, sempre più sciupata, ma riconoscibile. Poi venne il freddo, ad aumentarne la resistenza, e la neve, a preservarne le forme. Giorno dopo giorno, il suo aspetto, ormai cristallizzato, pareva non mutare. Ma il mio occhio ormai attento notava lievi cambiamenti, sui quali si potevano trarre indicazioni sull’andamento meteorologico del resto della giornata.
Una mattina non la vidi più. La neve s’era sciolta, il selciato era stranamente pulito. Pochi metri più avanti ci sono gli annunci mortuari, e fui tentato di andare a vedere se per caso vi avrei trovato anche il suo nome.
Orsi e topi
Ogni tanto la sua voce risuona nella piccola piazza che porta il nome di questo mensile. E’come il bramito di un orso, cui fa seguito uno squittire di topolini in fuga. E mentre l’orso importunato urla i suoi “Cagnàz pin d’ pùlag!”, i topi scappano ridacchiando sulle loro biciclette, scambiandosi sorrisi compiaciuti per aver fatto arrabbiare il bestione. Ho assistito a questa scena più di una volta, e sempre, in quei pochi secondi, vedevo in quegli sghignazzi, anche se su facce diverse, lo stesso compiacimento, la stessa convinzione: che farlo arrabbiare fosse un gran divertimento, e che lo scemo fosse lui.
Cosa ne pensa la gente
In riferimento ad alcuni spot informativi riguardo al referendum sulla riforma costituzionale, l’Authority aveva rivolto ripetuti moniti a Mediaset, invitando l’emittente al "rigoroso rispetto dei principi di obiettività, correttezza, equità, lealtà, imparzialità e completezza dell'informazione", in particolare evitando "le sottolineature suggestive di particolari profili". Mediaset si era difesa sostenendo di aver svolto un "servizio civico necessariamente semplificato ma corretto ed equilibrato”.
Avevo ascoltato con un orecchio solo questa polemica, ma quando su Canale 5 ho sentito la voce di Paolo Del Debbio, opinionista quotidianamente presente con una rubrica su Italia1, mi sono fatto attento, anche perché, a proposito dell’imminente referendum del 25 e 26 giugno, il giornalista stava dicendo: “… e adesso sentiamo cosa ne pensa la gente”. Vorranno fare ammenda riguardo alla presunta parzialità, penso io, e seguo attentamente le interviste fatte per strada. Le prime cinque o sei persone, della dozzina di quelle interpellate, parlano del referendum in termini diciamo neutri. Quando però sento che una di loro esprime un parere orientato al sì, comincio a tenere il conto sulle dita della mano destra. Mi aspetto la solita rassicurante e un po’ asfittica par condicio: commenti neutrali, poi tot per il sì e altrettanti per il no. Ma la mano sinistra non l’ho utilizzata affatto: ben cinque intervistati hanno chiaramente espresso il loro parere favorevole all’approvazione della riforma. Per il no, nessuno.
Da quando c’è Carlo Rossella al TG5 il clima è cambiato parecchio. Certo, non ci si può aspettare, da una dirigenza del genere, una (peraltro mitologica) imparzialità. Ai tempi di Mentana però si aveva l’impressione di guardare un buon tg, e non veniva la tentazione, ad ogni notizia data, di interpretarne politicamente la versione. Ognuno orienta il suo tg come gli pare, basta dirlo o farlo capire: che la neutralità e l’obbiettività vengano però sbandierate e che ci si mostri offesi per le accuse di partigianeria mi infastidisce non poco. Tuttavia dovremmo ormai saperlo: quando ci vien detto “… e ora sentiamo cosa ne pensa la gente”, diamo per certo che, per quanto numeroso ed eterogeneo sia il campione proposto, ci vogliono persuadere che la maggior parte della gente la pensa in un certo modo. E spesso ci riescono.
Tra le poche consolazioni di chi passa le sue sempre più brevi e sempre più costose vacanze su una spiaggia dei lidi ferraresi, c’è ora quella di non guardare più con invidia alla Sardegna dei vip. Studio Aperto di oggi 1 luglio ci segnala infatti che a Porto Cervo mancano i grossi nomi, e in giro si vedono solo vippetti. E mostrandoci le immagini di yacht più piccoli di trenta metri commenta: “Guardate: che tristezza…”La curatrice non manca di intervistarne qualcuno, di questi vip di seconda scelta, che, lungi dall’offendersi per esser considerati di serie b, gongolano davanti alle telecamere e sostengono di essere loro i big del futuro. Ma se Studio Aperto non dà speranze ai forzati della superstrada dei lidi, detta “la Baghdad” per via delle buche, tranquillizza i suoi telespettatori: voci autorevoli sostengono che (testuale) “Valeria Marini è arrivata in gran segreto, e farà la sua apparizione dopo il tramonto”. Come la Madonna di Fatima.Concordiamo col commento di Studio Aperto, tanto che l’abbiamo messo come titolo.